Nonsolomamma

oggi

non sei mai stato particolarmente bravo con le date. il giorno del mio compleanno non mi chiamavi mai di mattina. le ore passavano e io avevo una paura terribile che te ne dimenticassi. eppure non ti sei mai dimenticato. avevo conservato un tuo sms. era il 17 aprile 2012. diceva: tanti auguri, piccola. era insolitamente mattina ed ero seduta al tavolo della cucina a scrivere. quando lo lessi scoppiai in lacrime pensando che ero proprio una scema e che se tu mi avessi vista mi avresti sorriso, incredulo e interrogativo. e invece avevo ragione a piangere, quel giorno. perché io lo sapevo che quegli auguri sarebbero stati gli ultimi anche se non lo avrei mai detto a nessuno e nemmeno a me stessa.

non sei mai stato bravo con le date e le ricorrenze talvolta ti infastidivano. un giorno però mi sorprendesti con un biglietto. era la festa della mamma, la pri a per me, nel maggio del 2003. “non è una festa che normalmente amo celebrare. ma oggi, per la mia bambina che è diventata mamma, mi tocca fare un’eccezione”, diceva più o meno. insieme c’erano dei fiori. no, non piansi quella volta. ma fui io a sorridere incredula.

l’altro giorno ero in aereo e c’era un signore accanto a me. ha passato tutto il tempo con un sigaro spento in bocca. strano, no? di lui, per quasi tutto il viaggio, ho visto solo quel sigaro che gli penzolava dalle labbra. no, non era un gran bello spettacolo. poi, mentre “avevamo iniziato la nostra discesa verso milano linate”, come dicono le hostess dall’altoparlante, ho posato, per la prima volta, il mio sguardo sulle sue mani. e ne sono rimasta folgorata. già. erano identiche alle tue. proprio uguali. la stessa forma delle unghie, le stesse dita sottili, lo stesso candore, lo stesso desiderio di stringerle. avrei voluto chiedergli: “scusi, posso? credo ci sia un errore. le sue mani mi appartengono. le dispiace se controllo?”. e avrei voluto tastarle, esaminarle, controllarne il palmo, appropriarmene, almeno per l’atterraggio. invece mi sono limitata a osservarle, rapita. avrà pensato che fossi una feticista pazza.

non sei mai stato bravo con le date. e nemmeno io lo sono particolarmente. ogni volta che arriva il 25 maggio spero di dimenticarmene, di planare sul calendario con leggerezza e noncuranza. e invece no. non ne sono capace. e il 25 maggio mi rompo di nuovo e tutti i cocci tornano per terra. sono passati tre anni da quel giorno di sole. gli altri giorni non hanno bisogno di una data per ricordarti: sei nelle mani del vicino di posto in aereo, nello sguardo della cassiera del supermercato, nelle pagine di un libro, sulla punta del naso di mio figlio. eppure oggi non ci sei e la tua assenza mi travolge. e sono più sola del solito.

50 thoughts on “oggi

  1. Non sei sola. Lui c’è. Nelle mani del vicino, bello sguardo del cassiere, nel naso di tuo figlio. C’È anche oggi. Sorridigli, anche se è doloroso.

  2. la data in cui mio padre morì l’ho scoperta da grande, da allora non l’ho più dimenticata. Ci penso, prima e il giorno stesso con intensità. In quella data nella vita ho vissuto tante altre esperienze come prendere la patente, quest’anno ci sarà la recita di mia figlia, ma quel giorno sarà sempre il giorno in cui morì mio padre. Sono 31 anni e non credo che cambierà.

    1. È vero. Possono essere 3 anni o 30…l’assenza si avverte comunque . Ma ha un sapore diverso ogni volta. E ogni anno capiamo qualcosa. Io da qualche mese ho preso coscienza che non esistono soltanto notti e albe, ci sono crepuscoli infiniti e no, il pozzo nero non è affatto più lontano…

  3. Ma lui lo sapeva che lo amavi così tanto?
    Lo sapeva che avevi tanto bisogno della sua presenza?
    Io ti avrei chiamata appena ti fossi svegliata il giorno del tuo compleanno e non solo quel giorno ma tutti i giorni, fintanto non mi avessi detto di lasciarti in pace la mattina.
    Talvolta ci sentiamo soli, non capiti, non protetti, talvolta abbiamo paura ma c’è un dopo dove troviamo la forza di andare avanti.

    1. lui mi chiamava, in ufficio, al CNR, per parlare del concetto di infinito..
      e io gli ho detto di non chiamarmi piu’
      e ho fatto cambiare il numero del telefono
      :O
      Claire
      (ps ovviamente avevo le mie buone ragioni ma ho sempre sperato che potessimo capirci e ricomporci un giorno…)

      1. Claire avrai avuto le tue buone ragioni ma io che non sono mai stata chiamata avrei voluto essere stata chiamata. Talvolta ho il dubbio che la sua assenza sia stata solo una mia fantasia, tanto mi sembra inverosimile.

  4. Sai, Elasti, ho la sensazione che quel senso di vuoto non passi. Cambia, si evolve, ma non passa… E io sono arrivata alla conclusione che l’assenza è un buco nero all’inizio, con cui bisogna dapprima imparare a convivere; dopodiché, quando ci avremo fatto l’abitudine, il buco cambierà colore, diventerà del nostro colore preferito, magari. Ma rimarrà sempre lì, anche quando impareremo a sorriderne.
    Un bacio sulla punta del naso di tuo figlio! 🙂

  5. Alle volte, camminando per strada, ecco davanti a me un passo che conosco, una capigliatura che è proprio la sua, una voce in un negozio, all’improvviso. E allora affretto il passo, sorpasso e sbircio, mi affaccio nel negozio e scruto. Ancora dopo 8 anni con l’illusione impossibile che lei sia qui, che mia sorella sia tornata, non sia mai andata via, abbia solo girato un angolo, per uno scherzo assurdo.
    Ogni volta non è lei e anche se lo so, anche se non è proprio possibile, riconoscere un pezzetto di lei nella folla, sentire il cuore in gola un po’ mi conforta e un po’ mi spaventa. E mi ricorda che è sempre con me in qualche modo.

    1. lo faccio anch’io, con mio padre e con il mio padrino
      99% delle volte sono proprio sicura sicura che sia lui
      (chissenefrega se e’ illogico?)
      claire

  6. Sono molto commossa..io che col mio papà che si è trasformato in amorevole nonno non vado molto d accordo penso al “dopo” e mi preoccupa…ti mando un abbraccio fortissimo

  7. adoro i tuoi post allegri e scanzonati, ma è per questi che ti ringrazio ogni volta, perchè mi fai sentire un po’ meno sola nella sofferenza.
    Un abbraccio grande e stretto
    squa

  8. Mia mamma se ne è andata lo scorso giovedì 14 maggio e il mio adoratissimo papà invece mi manca da 15 anni, 2 mesi e 24 giorni. Come ti capisco e come ti abbraccio. 😦

  9. Mi commuove sempre tanto leggere del tuo papà, perché l’amore forte forte che sento per il mio (anziano ma per fortuna ancora qui, e in salute), nonostante gli scontri e i disaccordi, o forse proprio per quelli, perché ho il suo stesso carattere duro e testardo, mi fa pensare con tanta paura a quando non ci sarà più. Ma, non sei sola, perché c’è lui dentro di te, e in tante piccole cose, e c’è il meraviglioso mondo della tua famiglia e di tutte le persone che ti vogliono bene (anche noi che non ti conosciamo di persona ma che vorremmo tanto abbracciarti).

  10. Tenera e commovente! Non posso immaginare, per fortuna il mio è ancora qui con me…acciaccato ma con me! Ad Agosto mi accompagnerà all’altare!
    Ti abbraccio Claudia! E grazie di esserci al mattino…ti adoro, vi adoro!

  11. Alla mancanza non ci si abitua mai, ci si convive, si passano giorni più facili, giorni meno, ma non si dimentica mai neanche dopo anni e anni…. c’est la vie….. 😉

  12. Elasti non commento mai ma te lo dico seriamente: stai lavorando troppo, fermati e riprenditi la tua famiglia… un abbraccio da un’altra lavoratrice compulsiva

      1. ehm… non parlavo del papà di elasti, infatti…
        ma nessuno coglie i segni che qua e la si leggono negli ultimi post? meglio così, magari mi sbaglio io

  13. sai, Elasti: anche il mio papa’ e’ morto il ventiqualcosa di Maggio
    di 4 anni fa
    come vedi io sono riuscita a dimenticarmela, la data: me l’hai fatta ricordare tu con questo post che leggo ora!
    pero’ ho una novita’ che volevo condividere con voi: per la prima volta mercoledi scorso, con la mia terapista di Elaborazione del Lutto, sono riuscita a ‘sentire’ il mio papa’: mi pareva di essere guancia guancia con lui, come facevo da bambina, e mi veniva da piangere
    e’ un piccolo grande passo, no?
    ti abbraccio, Elasti… e’ bello essere un po’ bambine, ogni tanto, soprattutto se senti qualcuno su cui puoi lasciartici andare, se non altro con l’immaginazione,
    Claire

  14. Ciao Elasti,
    mio padre è morto sette anni fa… E quest’anno, per la prima volta, non ci ho pensato al giorno della sua morte… Solo vedendo la data sull’agenda me ne sono ricordata, quasi per caso! Il tempo che passa non ti fa dimenticare niente, però rende tutto un po più leggero.

  15. il buco nero non deve mai passare, persone così speciali non si possono dimenticare mai. Si impara a convivere con il dolore che la loro assenza di provoca

  16. Mio padre è morto venerdì …. sette giorni più o meno, una manciata di attimi rispetto ad un lughissimo anno di sofferenze…
    adesso tutto è come un sogno, una variazione al tema della nostra quotidianità che già era stravolta e nuova… nei rari momenti in cui mi permetto di fermarmi, il mio cuore e il mio cervello parlano linguaggi diversi e il dolore ha una dimensione soprattutto fisica.
    Vado avanti, per mia madre, per mia figlia e per lui ….
    Nicoletta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...