Nonsolomamma

Torino è un bel viaggio

A Torino la gelataia mi giudica per i gusti che ho scelto per il mio cono. Ma è sicura? E siccome lo sono di rado, ne elimino uno che secondo lei non è adatto, per poi rimpiangerlo. A Torino ti chiedono “Hai voglia?” Ma in realtà è un imperativo: fallo e basta. Ma sono gentili e pieni di grazia. E li perdoni. A Torino alle mostre, anziane signore sofisticate fanno domande profondissime. Domande di qualsiasi tipo: sull’artista, sul tempo, sulla metafisica. Si rivolgono ai volontari, che rispondono con dovizia di particolari. Perché alle mostre torinesi è pieno di volontari.

A Porta Palazzo una bambina minuscola sul passeggino ha perso una calza. Nello sguardo del nonno che è con lei si legge il terrore per il cazziatone che gli farà sua figlia, nonché mamma della bambina con un piede nudo.

La casa in cui sto a Torino è una mansarda con i lucernari affacciati sul cielo e sui tetti. La strada per raggiungerla è un dedalo di cortili e insidie. Penso che mi perderò. Poi penso al mio papà che mi diceva: “Su! Sei una ragazzina sveglia”. E realizzo che quella frase mi si è tatuata da qualche parte e, ogni volta che non mi perdo, gli sono grata. 

Compro dei fiori e dico alla fioraia che Torino è una città molto bella. “Torino è la città più bella del mondo”, risponde. Poi torna umile: “Una delle città più belle del mondo”.

Il Teatro Regio è un universo parallelo che contiene 1.500 persone. Ci sono camerini, telefoni analogici, una mensa, corridoi infiniti, scale, soffitti alti come montagne, un cavalluccio a dondolo bianco. C’è stato il TEDx e l’ho presentato. Non avevo troppa paura. Ero soprattutto felice. Forse sto diventando grande. Da grandi ci si gode il viaggio.

E Torino è sempre un bel viaggio. 

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